Il quotidiano economico-finanziario Il Sole 24 Ore ha dedicato un articolo al percorso di riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) per il Corallo e il Cammeo di Torre del Greco, un progetto promosso da Assocoral e oggi guidato dal Consorzio Corallo e Cammeo Torrese, con il pieno sostegno del Distretto Orafo della Campania (D.OR).
L’articolo sottolinea come questa iniziativa rappresenti una tappa fondamentale per la tutela e la valorizzazione di due eccellenze che identificano nel mondo l’artigianato di Torre del Greco, unendo tradizione, identità e innovazione.
Il progetto nasce dalla nuova normativa europea che estende il riconoscimento dell’IGP anche alle produzioni artigianali e industriali, e non più solo a quelle agroalimentari.
Il Consorzio Corallo e Cammeo Torrese, costituito per rispondere a queste direttive, ha già ottenuto il riconoscimento italiano sulla base di due disciplinari distinti: uno dedicato al corallo lavorato e uno al cammeo inciso di Torre del Greco.
«Il riconoscimento della Indicazione Geografica Protetta per corallo e cammeo è un progetto in cui crediamo fermamente – ha dichiarato Vincenzo Giannotti, presidente del Distretto Orafo Campano e del Tarì – si tratta di produzioni del nostro territorio, fatte con grande maestria, da tutelare e valorizzare».
Il prossimo passo sarà l’invio ufficiale della richiesta di riconoscimento europeo a Bruxelles, previsto per il 1° dicembre 2025, quando la Commissione Europea aprirà la piattaforma dedicata alle candidature.
Nel frattempo, l’Italia sta completando la fase di recepimento delle direttive europee e predisponendo la documentazione necessaria.
L’articolo evidenzia inoltre come la proposta torrese sia tra le prime in Italia: soltanto sei consorzi artigianali hanno avviato percorsi analoghi, segno che il modello di Torre del Greco rappresenta una best practice nazionale nel campo della tutela delle produzioni artigianali di eccellenza.

